Gennaio 2015: 48 anni di pubblicazioni

Archè nasce ufficialmente nel 1967 con la pubblicazione dei primi quattro testi alchemici della Bibliotheca Hermetica (due in italiano e due in francese), accolti favorevolmente da Mircea Eliade (recensione su History of Religions), da Henry Corbin, da Julius Evola e dalla rivista fiorentina Conoscenza Religiosa. Seguiranno negli anni la fondazione di nuove collane importanti e nuove iniziative editoriali.


Così, nel 1972, la prima ristampa della rarissima opera monumentale in cinque volumi di Gabriele Rossetti Il Mistero dell’Amor Platonico derivato da’ Misteri Antichi (Londra, 1840) e, nel 1974, la prima ristampa della parimenti rarissima opera di Louis Charbonneau-Lassay Le Bestiaire du Christ (Bruges 1940).

Alcune delle nuove collane comprendono autori contemporanei.
Per esempio, l’etnomusicologo Marius Schneider, di cui Archè ha pubblicato nel 1976 la prima edizione sia italiana sia francese della sua celebre opera (Pietre che cantano e Le Chant des pierres, rispettivamente).
Altri come Titus Burckhardt, che tratta tanto di esoterismo e simbolismo cristiani (Alchimia, Chartres, Siena, città della Vergine) quanto islamici. François Secret (Les Kabbalistes chrétiens de la Renaissance, nuova edizione riveduta e aumentata), grazie al quale Archè ha potuto pubblicare due inediti di Paul Vulliaud, suo “iniziatore”, e la ristampa di altri lavori divenuti introvabili.

Così si dica dell’opera completa di René Le Forestier (tra cui tre inediti) sulla Massoneria occultista, a cura di Antoine Faivre.

Questo eminente studioso ha animato presso Archè la serie (12 numeri dal 1993 al 2008) dei “Cahiers du Groupe d’Études Spirituelles Comparées” (successori dei “Cahiers de l’Université de Saint-Jean de Jérusalem” fondati da Henry Corbin) e la rivista internazionale A.R.I.E.S. - Association pour la Recherche et l’Information sur l’Ésotérisme (due numeri et un numero speciale nel biennio 1998-1999). E ancora Xavier Accart, André Benzimra, Jean Canteins, A. K. Coomaraswamy, Alexandre de Dánann, Guido De Giorgio (quasi tutti testi inediti), Julius Evola, Stéphane François, Gaston Georgel, Jean Haudry, Gilles Le Pape, Yves Marquet, Sylvain Matton, Pierre Ponsoye, Arturo Reghini, Jean M[arquès-] Rivière, Frithjof Schuon, Jacques Thomas, Jean Varenne, Dominique Viseux, Thierry Zarcone.

Il caso di René Guénon merita un’attenzione particolare; di questo autore il professor Alessandro Grossato ha ritrovato per Archè un importante inedito: Psychologie, che è stato pubblicato, per mero  scrupolo di coscienza, con la dicitura “(attribution)” nel 2001; in seguito gli eredi di Guénon ne hanno confermato non solo la paternità ma ne hanno prodotto il testo autografo. Di Guénon Archè ha raccolto altresì gli scritti pubblicati sulla rivista cattolica Regnabit.

Dell’autore americano di origine mitteleuropea Arthur Mandel, Archè pubblica la Storia di Jacob Frank e del movimento frankista, che fa eco all’opera di Gershom Scholem: in traduzione italiana nel 1984 col titolo principale Il Messia Militante, e in traduzione francese nel 1989 (in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese) notevolmente arricchita di documenti. Una lettera di Bruno Bettelheim all’autore attesta l’apprezzamento e l’interesse per il libro che gli apriva orizzonti inesplorati.

Il 1977 vede la ristampa di un altro “monumento” tratto dal lungo oblio edito nel 1870: l’Histoire et théorie du symbolisme religieux avant et depuis le Christianisme de l’abbé Auber in 4 volumi, e il 1982 la prima ristampa dei Documenti d’Amore di Francesco da Barberino, egualmente in 4 volumi.

Nel 1991 esce, a cura di Jean-François Maillard, un’altra opera di grande impegno: è l’importante inedito del cabalista cristiano rinascimentale Giorgio Veneto: Il Poema Elegante & Commento sopra il Poema.

Un posto particolare spetta all’opera di Angelo De Gubernatis, con la Mythologie des Plantes ou Les légendes du règne végétal (1976) e Mythologie zoologique ou Les légendes animales (1987), entrambe in due volumi.

Dopo una prima edizione in lingua italiana in tre volumi, nel 2002 la celebre opera di Fabre d’Olivet La lingua ebraica restituita esce in un ponderoso volume unico.

Tra la produzione più recente, quattro opere ancor più ponderose, la Philosophia Perennis di Setareh Houman (622 pagine) e Scolastique et Alchimie, una summa sull’argomento di Sylvain Matton di 912 pagine; .Les œuvres alchimiques attribuées à Arnaud de Villeneuve (736 pagine) di Antoine Calvet; Pseudo Democrito Scritti alchemici con il commentario di Sinesio, a cura di Matteo Martelli (544 pagine), queste ultime facenti parte  della collana “Textes et Travaux de Chrysopoeia” (numeri 10, 11e 12), pubblicate in coedizione con la “Société d’Étude de l’Histoire de l’Alchimie” de Paris, diretta da Sylvain Matton, come pure la rivista Chrysopoeia (sette importanti tomi (dal 1987 al 2003 ).

Sylvain Matton (SÉHA) dirige altresì la collana “Anecdota”, dedicata alla pubblicazione presso Archè di testi inediti (8 volumi dal 2001 al 2010), di cui gli ultimi usciti – tre testi di Henri Bergson, scoperti dallo stesso Sylvain Matton, hanno suscitato un vivo interesse nel mondo intellettuale e un’eco favorevole in particolare sulle colonne del quotidiano francese Le Monde.

Oltre la rivista Chrysopoeia, Archè pubblica Charis. Archives de l’Unicorne, 4 tomi, più 2 dossier fuori serie (1988-2003).

Infine occorre menzionare la rivista semestrale d’ermeneutica La Règle d’Abraham, “principalmente consacrata allo studio delle tradizioni esoteriche provenienti dalle tre Rivelazioni monoteiste”, ripresa da Archè dal 2001.  A tutt’oggi 32 numeri.

Il catalogo delle disponibilità comprende,ad oggi, circa 400 titoli.